La memoria
“Se vogliamo iniziare a ragionare di cibo con buon senso, senza
preconcetti e tentare in qualche modo di correggere il sistema globale
industriale dell’agro-alimentare, dobbiamo assolutmente sfatare un (…) luogo comune: il rifiuto a priori del passato e di tutto quello che sa di passato.” (Carlo Petrini)
Le testimonianze della memoria mantovana si conservano nel più importante Museo Etnografico della Lombardia a San Benedetto Po (Museo Civico Polironiano: 11.000 oggetti e documenti) e in altri minori della Provincia, ma anche e soprattutto nelle persone che spesso hanno contribuito fattivamente alla costituzione di quelle Realtà museali ed
espositive, oppure alla raccolta amorevolmente curata di tutto quanto è reduce di un passato violentemente e drasticamente abiurato da un modernismo prevaricante e falsamente razionale.
Qui ci si limita a ricordare alcuni di quei “Musei contadini” allestiti all’interno di Aziende agricole produttrici o trasformatrici dei prodotti alimentari che risultano significativi, secondo i nostri princìpi,
nell’ambito del vasto contesto agro-alimentare mantovano.

1) Corte Valle San Martino, di Claudio Mezza e C.
Via Valle San Martino, 30/a – Moglia
Tel. e fax 0376 557943
cortevallesanmartino@alice.it
Oltre ad allevare maiali e produrre insaccati secondo la tradizione, Claudio Mezza ha allestito un piccolo ma completo ed esauriente museo che dice tutto sulla macellazione del maiale come si faceva e si fa ancora nelle campagne della Bassa mantovana.
Claudio accompagna e spiega, con sapiente competenza ed amore nei confronti di un’arte che egli stesso ha imparato dal padre e dal nonno.

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