Considerazioni sulla pandemia

I VIRUS, GLI ANIMALI E NOI

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SONO LORO I COLPEVOLI PORTATORI DEL COVID 19 ?

È riduttivo puntare il dito contro l’usanza primitiva cinese di mangiare animali selvatici, così come non è che certo che il Sars-Covid- sia stato prodotto in un laboratorio cinese e sia sfuggito per l’insipienza dei ricercatori e taciuto al mondo per la scarsa trasparenza del governo cinese: Questa pandemia invece chiama soprattutto in causa il modello di sviluppo globale che ha distrutto foreste, territori selvaggi e buona parte della biodiversità favorendo il salto di specie dei virus dagli animali selvatici a quelli domestici e da questi all’uomo (lo spillover). In particolare è sotto accusa l’intero sistema alimentare e agricolo basato sull’allevamento intensivo.

 

L’ALLEVAMENTO INTESIVO

Se molte epidemie hanno origine nella fauna selvatica il bestiame d’allevamento fa spesso da ponte fra i selvatici e gli esseri umani.

Non sappiamo ancora con certezza se è accaduto con il Covid 19, è certo che altre infezioni sono arrivate all’uomo attraverso il pollame o i suini (es. aviaria, influenza suina…). Nell’aprile 2020 comunque uno dei più grandi allevamenti americani in Sud Dakota è stato chiuso per aver superato fra gli addetti 700 casi di contagio del Covid 19

PERCHÉ L’ALLEVAMENTO INTENSIVO È COSÌ VULNERABILE?

  • Elevata densità del bestiame nei ricoveri
  • Scarsa varietà genetica (animali adatti si ottengono con un processo di clonazione)

Nel 2019 in Cina la peste suina (non contagiando per fortuna gli umani) ha sterminato 200 milioni di capi

 

 GLI ANTIBIOTICI: UNA SOLUZIONE?

Tonnellate di antibiotici vengono somministrati agli animali in allevamento intensivo (suini, bovini, avicoli, ovini, pesci…). non solo quando sono ammalati, ma sempre, con funzione preventiva, in quanto animali deboli per lo stato di contenzione a cui sono sottoposti.

Il 73% degli antibiotici prodotti vengono usati nella zootecnia con la conseguenza che la loro diffusione nell’ambiente favorisce la nascita di super batteri resistenti che attaccano l’uomo a questo punto senza difese

 

 

LA DISTRUZIONE DEGLI HABITAT NATURALI

L’allevamento intensivo non è solo capannoni e stalle, ma l’affermazione di un sistema agricolo che interconnette bestiame, cereali, leguminose e che richiede ampi spazi coltivati. Destrutturando il rapporto tra aree selvatiche e aree agricole.

Invadiamo foreste tropicali e aree selvagge dove abitano specie animali e vegetali, distruggiamo interi ecosistemi, liberiamo tanti virus dalle loro dimore naturali e questi cercano ospitalità presso di noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PIANURA PADANA SENZA ALBERI

Le province della bassa padana ospitano milioni di maiali, polli e bovini in allevamenti intensivi.

Se guardate la foto a sx noterete la quasi totale mancanza di alberi. Tutto il terreno è coltivato per produrre i mangimi: mais e soia, con la chimica.

La foto a dx ritrae un prato stabile che produce fieno per alimentare, in modo non intensivo, i bovini.

 

 

 

 

 

 

 

 

LO SPANDIMENTO DEI LIQUAMI

Le deiezioni prodotte dagli animali (soprattutto suini) vengono sparse nella campagna come concime. Attività consentita dalla legge, ma molto inquinante specialmente se compiuta come spesso avviene in spregio alle regole. A rischio sono i corsi d’acqua (anche perché non difesi da fasce boscate), e le falde. Inoltre, l’azoto presente nelle deiezioni animali, quando entra a contatto con l’aria, libera ammoniaca. Tutte le ricerche scientifiche hanno dimostrato che essa costituisce la base per la formazione del così detto particolato secondario che si stima costituisca il 40% di tutte le polveri sottili presenti nell’aria che respiriamo

 

IL CROLLO DELLE POLVERI SOTTILI NELLA PIANURA PADANA

DURANTE LA CLAUSURA CONTRO LA PANDEMIA

Le polveri sottili nel cielo di Lombardia: sono provocate dalle attività umane

Processi di combustione come i motori delle auto, le industrie, gli impianti di riscaldamento, le attività agricole e zootecniche,la combustione del legno…

Gli esperti affermano che le polveri sottili, oltre che essere la causa di molte malattie, sono il tramite degli spostamenti del Virus

Durante la pandemia la riduzione delle attività industriali e dei trasporti ha abbassato il livello di presenza delle polveri come si vede nelle immagini

In marzo non era iniziato lo spandimento dei liquami degli allevamenti. Quando lo spandimento, vietato d’inverno, è ripreso la situazione è subito peggiorata

 

IL VACCINO NON BASTERÀ A SALVARE IL MONDO

Il vaccino riporterà tutto com’era prima! È la speranza di molti. Invece questo virus e quelli che lo hanno preceduto (HIV, Ebola, Aviaria, Sars…) ci hanno insegnato che il mondo è diventato molto più vulnerabile. La stessa globalizzazione rende universali quelle un tempo erano pestilenze circoscritte o maggiormente delimitabili (con la chiusura delle porte delle città, le quarantene nei porti…). Sperare che il vaccino risolva tutti i problemi è illusorio, poiché prima della pandemia non vivevamo nel migliore dei mondi possibili, ma in un mondo profondamente colpito dalle conseguenze di uno sviluppo inadeguato e distruttivo che ci porterà (inevitabilmente secondo gli scienziati) alla sesta estinzione di massa.

L’incessante pressione da parte di molti perché tutto ritorni come prima, il negazionismo, la stessa bagarre per accaparrarsi il maggior numero di dosi del vaccino dimostra come il modo di agire di molti esseri umani ubbidisce ancora a quell’istinto predatorio che sta portando alla rovina di quello che è il più fondamentale bene comune: la Terra in cui viviamo.